Contabilità semplificata

Il regime di cassa per le imprese minori: come funziona

Limiti aggiornati e in vigore nel 2026 (L. 197/2022)

Contabilità Fiscale · Guida operativa

Dal 2017 le imprese minori determinano il reddito per cassa, come i professionisti: conta ciò che si incassa e si paga davvero, non la competenza economica. Ecco limiti, metodi di calcolo e come scegliere.

500.000
Limite di ricavi per le prestazioni di servizi
800.000
Limite di ricavi per le altre attività
3
Metodi di determinazione del reddito (art. 18 DPR 600/1973)
2017
Dall'introduzione del principio di cassa per le imprese minori
Contabilità ordinaria Contabilità semplificata Regime forfettario Prezzi e canoni

Come funziona

Il regime di cassa per le imprese minori

La contabilità semplificata è il regime contabile naturale delle imprese minori — imprese individuali, società di persone ed enti non commerciali — che restano sotto le soglie di ricavi previste dall'art. 18 del DPR 600/1973.

La Legge di Bilancio 2017 ha riformato il regime introducendo il principio di cassa anche per commercianti e artigiani, equiparandoli ai professionisti. Il reddito si determina così con riferimento ai ricavi effettivamente incassati e ai costi effettivamente pagati, a prescindere dalla competenza economica che caratterizza il regime ordinario. Una svolta importante: prima, il ritardato pagamento di una fornitura poteva creare gravi sfasamenti nel ciclo finanziario di un piccolo artigiano o commerciante.

I chiarimenti operativi sono stati forniti dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 11/E del 13 aprile 2017.

Documenti ufficiali

Circolare e comunicato Agenzia delle Entrate

Il quadro normativo di riferimento del regime di cassa per le imprese minori, in PDF.

Ordinaria, semplificata o forfettario

Confronto tra i regimi contabili

Il regime contabile è l'insieme di regole che disciplinano il funzionamento contabile e fiscale della partita IVA. Ecco le soglie di ricavi vigenti nel 2026.

Regime contabile Ricavi — prestazioni di servizi Ricavi — altre attività
Forfettario (agevolato) fino a 85.000 € — soglia unica
Semplificato (imprese minori) fino a 500.000 € fino a 800.000 €
Ordinario oltre 500.000 € oltre 800.000 €

NotaI limiti di 500.000 e 800.000 € sono in vigore dal 2023 (L. 197/2022, art. 1, comma 276) e confermati anche per il 2026. Il regime semplificato è naturale per le imprese minori: si applica di anno in anno salvo opzione, con vincolo triennale, per l'ordinario. Tra semplificata e forfettario non c'è alcun vincolo: sono entrambi regimi naturali per i contribuenti minori. Per il forfettario valgono inoltre requisiti specifici legati al codice ATECO.

Determinazione del reddito

I tre metodi previsti dall'art. 18

Per determinare il reddito fiscale delle imprese in contabilità semplificata si può scegliere tra tre metodi.

METODO 01

Registro incassi e pagamenti (RIP)

Il metodo più analitico: si annotano cronologicamente tutti gli incassi e i pagamenti. Massimo controllo dei flussi finanziari, contabilità vicina all'ordinaria. Vantaggioso per chi adotta anche l'IVA per cassa.

METODO 02

Registri IVA integrati (RII)

Si usano i registri IVA, integrati con costi e ricavi fuori campo IVA. A fine esercizio si annotano le fatture registrate ma non ancora incassate o pagate: il reddito (quadro RG) si determina per differenza.

METODO 03

Registri IVA — opzione comma 5

Opzione vincolante per almeno un triennio: si presume che la data di registrazione del documento coincida con quella di incasso o pagamento. Il metodo più semplice, ideale per i dettaglianti.

In dettaglio

Come scegliere il metodo più adatto

Registro incassi e pagamenti

È il metodo più complesso perché richiede la registrazione puntuale di tutti i movimenti finanziari, avvicinando questa contabilità a quella ordinaria più che a quella semplificata. Può risultare però particolarmente conveniente per i contribuenti che si avvalgono del regime IVA per cassa.

Registri IVA integrati

Ricalca il metodo già previsto per i professionisti: oltre alle fatture emesse e ricevute, si annotano i costi fuori campo IVA. Al termine dell'esercizio si registrano le fatture (già annotate ai fini IVA) non ancora pagate o riscosse, e il reddito da indicare nel quadro RG si ottiene per differenza tra questi valori.

Metodo della registrazione (opzione comma 5)

L'art. 18, comma 5 del DPR 600/1973 offre la soluzione più snella:

Previa opzione, vincolante per almeno un triennio, i contribuenti possono tenere i registri ai fini IVA senza operare annotazioni relative a incassi e pagamenti: si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella dell'incasso o del pagamento.

È probabilmente il metodo più adatto ai dettaglianti, ovvero a chi incassa subito il corrispettivo (bar, parrucchieri e simili) ma paga i propri fornitori con piccole dilazioni.

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