Contabilità Fiscale · Guida
Il corso SAB (ex REC) è il requisito professionale che deve avere chi intende aprire un'attività di somministrazione di alimenti e bevande. A norma del D.Lgs. 59/2010, chi vuole aprire un bar, un ristorante, una caffetteria o un locale che vende alimenti e bevande deve dimostrare di conoscere il settore merceologico e la normativa tributaria e igienico-sanitaria di riferimento. In pratica è il prerequisito propedeutico a tutte le autorizzazioni per l'apertura.
A chi serve
L'abilitazione SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) è obbligatoria per gli esercizi che svolgono commercio nel settore alimentare o somministrazione di alimenti e bevande al pubblico. Ecco alcuni esempi (lista non esaustiva):
Esoneri
Secondo il D.Lgs. 59/2010, può evitare di frequentare il corso SAB (ex REC) chi possiede almeno uno dei seguenti requisiti:
AttenzioneChi non possiede almeno uno di questi requisiti deve obbligatoriamente frequentare un corso SAB e superare l'esame finale con esito positivo.
Il programma
Il corso abilita alla vendita nel settore alimentare e, in particolare, alla somministrazione di alimenti e bevande. Ha una durata minima di 120 ore e fornisce le nozioni per l'assistenza alla clientela, la gestione dell'esercizio e la vendita nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza.
SAB e HACCP
Sono due cose diverse e spesso confuse. Il SAB abilita l'attività; l'HACCP riguarda chi manipola gli alimenti.
Fornisce il requisito necessario per aprire un'attività di commercio (enoteche, frutta e verdura, alimentari, ecc.) e di somministrazione (bar, ristoranti, pub, birrerie, ecc.). Deve averlo il titolare, uno dei soci o un preposto e non scade mai.
Il corso HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point), chiamato anche corso OSA (Operatore del Settore Alimentare) o corso ex libretto sanitario, è individuale: ogni operatore addetto alla manipolazione degli alimenti deve averlo quando inizia a lavorare. Durata e scadenza variano da Regione a Regione. Serve ad attestare la preparazione in tema di sicurezza e igiene degli alimenti e sostituisce il vecchio libretto sanitario per alimentaristi.
Approfondimento
Il ruolo di preposto nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Il preposto, che non deve necessariamente essere presente in azienda, è una figura obbligatoria per l'apertura e la corretta gestione dell'esercizio in cui si effettua la somministrazione di alimenti e bevande. È una figura differente e distinta dal "titolare dell'attività" o dal suo "rappresentante", che invece deve essere presente sul luogo di lavoro in quanto titolare della licenza di P.S.
Gli obblighi e i rischi del preposto (o delegato REC). Quella del preposto è una delle figure più particolari e, in alcuni casi, più controverse della normativa commerciale italiana. Il preposto può non avere alcun ruolo nella società: può non essere né socio, né dipendente, né parente, e può essere il vecchio proprietario del locale, un conoscente che fa un favore, qualcuno incaricato di fare da preposto (anche se per legge non è dovuto alcun compenso) e perfino l'agente immobiliare che vende il locale. L'importante è solo che possieda i requisiti indicati sopra. Il preposto non ha alcun obbligo di lavorare nel locale né alcuna responsabilità gestionale: deve solo firmare la SCIA come preposto al SAB.
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Domande frequenti
Contenuto a scopo informativo, aggiornato al 2026. Riferimento normativo principale: D.Lgs. 59/2010. La durata del corso e le modalità dell'esame possono variare in base alla Regione e all'ente formatore; l'attestato HACCP ha durata e scadenza che variano da Regione a Regione. Per la tua situazione specifica contattaci.