Calcolo regime forfettario

Imposta sostitutiva, contributi e netto dal fatturato

Strumento gratuito · Redditi e imposte

Quanto ti resta davvero in regime forfettario

Nel regime forfettario non si deducono i costi: il reddito si ottiene applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO. Questo calcolatore parte dal fatturato incassato e arriva al netto, passando per contributi previdenziali e imposta sostitutiva.

  • Tutti i coefficienti di redditività, dal 40% al 86%.
  • Contributi corretti: Gestione Separata, artigiani, commercianti o cassa professionale, con la riduzione del 35%.
  • Aliquota 5% o 15% a seconda che l'attività sia nuova o a regime.
  • Avviso automatico al superamento delle soglie di 85.000 e 100.000 euro.
Calcolatore regime forfettario Dal fatturato al netto, con imposta e contributi

Il totale incassato, non fatturato: nel forfettario vale il principio di cassa.

Risultato

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Il meccanismo

Come funziona il calcolo

Il forfettario è un regime a costi predeterminati: lo Stato stabilisce a forfait quanta parte del fatturato si considera reddito, attraverso il coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Un professionista con coefficiente 78% che incassa 50.000 euro ha un reddito lordo di 39.000 euro, a prescindere da quanto abbia realmente speso.

Dall'importo così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell'anno: sono l'unica voce deducibile. Il risultato è il reddito imponibile, su cui si applica l'imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% per le nuove attività.

L'imposta sostitutiva prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Non si applicano né IVA né ritenuta d'acconto, ma resta dovuta l'imposta di bollo sulle fatture superiori a 77,47 euro.

La formula

(Ricavi × coefficiente − contributi) × 5% o 15%

Il principio è di cassa: contano gli incassi dell'anno, non le fatture emesse. Una fattura di dicembre incassata a gennaio entra nel reddito dell'anno successivo.

Deduzione dei contributiI contributi si deducono nell'anno in cui vengono pagati. Il calcolatore usa quelli dovuti sul reddito dell'anno per restituire una stima immediata: nella dichiarazione reale l'importo dedotto può differire per effetto di saldi e acconti.

Per settore

I coefficienti di redditività

SettoreCodici ATECOCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande10 – 1140%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio45, 46.2–46.9, 47.1–47.7, 47.940%
Commercio ambulante di alimentari e bevande47.8140%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82, 47.8954%
Intermediari del commercio46.162%
Alloggio e ristorazione55 – 5640%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi64–66, 69–75, 85, 86–8878%
Costruzioni e attività immobiliari41, 42, 43, 6886%
Altre attività economichetutte le restanti67%

Attenzione al codiceIl coefficiente dipende esclusivamente dal codice ATECO comunicato: sbagliarlo significa pagare più imposte del dovuto, o meno con il rischio di un accertamento. Se svolgi più attività con coefficienti diversi, i ricavi vanno separati e a ciascuno si applica il proprio coefficiente.

Chi può accedere

Requisiti e cause di esclusione

Requisiti di accesso
Riferiti all'anno precedente
  • Ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro, ragguagliati ad anno in caso di apertura in corso d'anno.
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi.
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione non superiori a 35.000 euro.
  • Residenza fiscale in Italia, o produzione in Italia di almeno il 75% del reddito complessivo.
Cause di esclusione
Anche una sola impedisce il regime
  • Partecipazione a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari.
  • Controllo di una S.r.l. che svolge attività riconducibile a quella individuale.
  • Attività prevalente verso l'ex datore di lavoro dei due anni precedenti.
  • Adesione ad altri regimi speciali IVA o a regimi forfettari di determinazione del reddito.

Le due soglieSuperare 85.000 euro comporta l'uscita dal regime dall'anno successivo. Superare 100.000 euro comporta invece l'uscita immediata, con obbligo di applicare l'IVA già sulle operazioni successive al superamento e di emettere fattura elettronica ordinaria.

Quanto si versa all'INPS

I contributi previdenziali

GestioneContributi fissi 2026Quota sul redditoNote
Gestione Separata26,07% sul redditoProfessionisti senza cassa; 24% se pensionati o già assicurati
Artigiani4.521,36 € sul minimale di 18.808 €24% fino a 56.224 €, poi 25%Riduzione del 35% su richiesta
Commercianti4.611,64 € sul minimale di 18.808 €24,48% fino a 56.224 €, poi 25,48%Riduzione del 35% su richiesta
Casse professionalivariabilesecondo il regolamento della cassaAvvocati, commercialisti, ingegneri, medici e altri

Riduzione del 35%Artigiani e commercianti in regime forfettario possono chiedere la riduzione contributiva del 35%, che agisce sia sulla parte fissa sia su quella percentuale. La domanda va presentata all'INPS entro il 28 febbraio dell'anno per cui si chiede il beneficio, oppure entro la comunicazione di inizio attività per chi apre in corso d'anno. Attenzione: la riduzione comporta un accredito contributivo proporzionalmente ridotto ai fini pensionistici.

I contributi di artigiani e commercianti si versano in quattro rate fisse (18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027) più saldo e acconti sulla quota eccedente il minimale, in coincidenza con le scadenze delle imposte. Chi è in Gestione Separata versa invece tutto insieme alle imposte, con saldo e due acconti.

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Domande frequenti

FAQ

Qual è il limite di ricavi del regime forfettario nel 2026?
Il limite è di 85.000 euro di ricavi o compensi incassati nell'anno precedente. Superata la soglia si esce dal regime dall'anno successivo; oltre 100.000 euro l'uscita è immediata, già nell'anno in corso.
Come si calcola il reddito nel regime forfettario?
Non si deducono i costi effettivi: il reddito si ottiene applicando ai ricavi il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO. Dal risultato si sottraggono soltanto i contributi previdenziali versati, ottenendo la base su cui si calcola l'imposta sostitutiva.
Quando si applica l'aliquota del 5% invece del 15%?
Per le nuove attività, nei primi cinque anni, se non si è esercitata nei tre anni precedenti un'attività d'impresa o di lavoro autonomo, se l'attività non è la mera prosecuzione di una precedente e se, in caso di subentro, i ricavi del periodo precedente non superavano 85.000 euro.
Posso restare nel forfettario se ho anche un lavoro dipendente?
Sì, purché nell'anno precedente i redditi da lavoro dipendente o assimilati, comprese le pensioni, non abbiano superato 35.000 euro. Il limite non opera se il rapporto di lavoro è cessato nel corso dell'anno.
Quanto si paga di contributi INPS?
Dipende dalla gestione. I professionisti senza cassa versano il 26,07% alla Gestione Separata sul reddito. Artigiani e commercianti versano contributi fissi sul minimale di 18.808 euro (4.521,36 euro gli artigiani, 4.611,64 euro i commercianti) più una quota percentuale sul reddito eccedente.
Che cos'è la riduzione contributiva del 35%?
È un'agevolazione riservata ad artigiani e commercianti in regime forfettario: riduce di oltre un terzo i contributi dovuti, sia la parte fissa sia quella percentuale. Va richiesta all'INPS entro il 28 febbraio dell'anno per cui si vuole ottenere il beneficio. Riduce però in proporzione anche l'anzianità contributiva accreditata.
I contributi si scaricano davvero?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori sono l'unica voce deducibile dal reddito forfettario, e si deducono nell'anno in cui vengono effettivamente versati, non in quello di competenza. Il calcolatore usa i contributi dovuti sull'anno per dare una stima immediata.
Nel forfettario si applica l'IVA?
No. Le fatture si emettono senza IVA e senza ritenuta d'acconto, ma con l'imposta di bollo da 2,00 euro quando l'importo supera 77,47 euro. Di contro, l'IVA sugli acquisti non è detraibile.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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