Calcolo ricarico e margine

Dal costo al prezzo di vendita, e ritorno

Strumento gratuito · Impresa e finanza

Ricarico e margine non sono la stessa cosa

Il ricarico si calcola sul costo, il margine sul prezzo: a parità di guadagno le due percentuali sono diverse, e confonderle significa credere di guadagnare più di quanto si guadagni davvero. Questo calcolatore le mostra sempre entrambe.

  • Tre percorsi: dal ricarico, dal margine desiderato o da costo e prezzo.
  • Entrambe le percentuali sempre visibili, per non confonderle mai.
  • Prezzo al pubblico con IVA calcolato a parte.
  • Moltiplicatore sul costo, comodo per il listino.
Calcolatore ricarico e margine Prezzo, ricarico, margine e prezzo al pubblico

Sempre al netto dell'IVA.

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Due percentuali diverse

La differenza che cambia i conti

Compri un articolo a 20 euro e lo rivendi a 30. Il guadagno lordo è di 10 euro. Ma qual è la percentuale? Dipende da che cosa metti al denominatore: rispetto al costo è un ricarico del 50%, rispetto al prezzo è un margine del 33,33%. Stesso guadagno, due numeri diversi.

L'equivoco costa caro quando si ragiona sulla copertura dei costi fissi. Se i costi fissi valgono il 35% del fatturato e si crede di avere il 50% di margine perché si applica un ricarico del 50%, si sta lavorando in perdita senza saperlo: il margine reale è il 33%.

La regola pratica è semplice: il margine è sempre inferiore al ricarico, e la distanza cresce all'aumentare delle percentuali. Per coprire i costi fissi e ragionare sui conti serve il margine; per costruire un listino partendo dai costi è più comodo il ricarico.

Le due formule

Ricarico = guadagno ÷ costo
Margine = guadagno ÷ prezzo

Per convertire: margine = ricarico ÷ (100 + ricarico) × 100. Un ricarico del 100% è un margine del 50%.

Attenzione agli scontiCon un margine del 30%, uno sconto del 10% sul prezzo ne cancella un terzo. Prima di concedere sconti conviene sempre ricalcolare il margine residuo.

Da ricarico a margine

Tabella di conversione

Ricarico sul costoMoltiplicatoreMargine sul prezzoEsempio con costo 100 €
10%1,10 ×9,09%prezzo 110,00 €
20%1,20 ×16,67%prezzo 120,00 €
30%1,30 ×23,08%prezzo 130,00 €
50%1,50 ×33,33%prezzo 150,00 €
75%1,75 ×42,86%prezzo 175,00 €
100%2,00 ×50,00%prezzo 200,00 €
150%2,50 ×60,00%prezzo 250,00 €
200%3,00 ×66,67%prezzo 300,00 €

Il percorso inversoSe sai quale margine ti serve per coprire i costi fissi, usa la modalità Dal margine: il calcolatore trova il prezzo che lo garantisce. È il modo corretto di costruire un listino, perché parte dal fabbisogno dell'azienda e non da una percentuale scelta a caso.

Nella pratica

Costruire un listino

Parti dai costi fissi

Calcola quanta parte del fatturato assorbono. È il margine minimo che devi ottenere solo per andare in pari.

Aggiungi l'utile

Somma la redditività che vuoi ottenere: il risultato è il margine obiettivo da applicare mediamente sull'assortimento.

Differenzia per prodotto

Non tutti gli articoli sopportano lo stesso margine: alcuni fanno volume, altri marginalità. Conta la media ponderata, non il singolo pezzo.

Nel commercio al dettaglio i margini si collocano tipicamente tra il 30% e il 50%, ma il dato da solo dice poco: quello che conta è il rapporto tra margine complessivo, rotazione del magazzino e costi fissi. Un margine del 25% con alta rotazione può essere più redditizio di un margine del 45% su merce che resta ferma mesi.

Per i servizi il ragionamento è identico, sostituendo al costo di acquisto il costo diretto della prestazione: ore di lavoro valorizzate al costo orario reale, materiali, collaborazioni esterne. È l'unico modo per sapere se una tariffa oraria è sostenibile.

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Domande frequenti

FAQ

Che differenza c'è tra ricarico e margine?
Il ricarico si calcola sul costo di acquisto, il margine sul prezzo di vendita. Lo stesso identico guadagno dà percentuali diverse: un ricarico del 100% corrisponde a un margine del 50%. Confonderli è l'errore più comune e il più costoso.
Come si passa da ricarico a margine?
Il margine si ottiene dividendo il ricarico per cento più il ricarico, moltiplicando per cento. Un ricarico del 50% corrisponde a un margine del 33,33%; un ricarico del 30% a un margine del 23,08%.
Perché conviene ragionare in margine?
Perché il margine dice immediatamente quanta parte del prezzo resta in azienda, ed è direttamente confrontabile con l'incidenza dei costi fissi sul fatturato. È anche il linguaggio usato nei bilanci e nei report gestionali.
Il calcolo comprende l'IVA?
I calcoli si fanno sempre su valori al netto dell'IVA. Il calcolatore mostra separatamente il prezzo al pubblico IVA inclusa, che serve per il cartellino ma non entra nel ragionamento sul margine.
Che margine dovrei applicare?
Dipende dal settore e dalla struttura dei costi: nel commercio al dettaglio i margini tipici vanno dal 30% al 50%, nella ristorazione sono più alti sulle bevande, nella distribuzione all'ingrosso molto più bassi. La regola è che il margine complessivo deve coprire i costi fissi e lasciare l'utile desiderato.
Che cos'è il markup?
È il termine inglese per il ricarico: indica di quanto si aumenta il costo per arrivare al prezzo. Attenzione nelle traduzioni, perché alcuni software usano «margin» e «markup» in modo non uniforme.
Come si tiene conto degli sconti?
Uno sconto riduce il prezzo di vendita e quindi erode il margine molto più in fretta di quanto sembri. Con un margine del 30%, uno sconto del 10% sul prezzo ne cancella un terzo: conviene sempre verificare il margine residuo prima di concederlo.
Serve anche per i servizi?
Sì. Basta sostituire al costo di acquisto il costo diretto della prestazione: ore di lavoro valorizzate al costo orario, materiali impiegati, eventuali collaborazioni esterne.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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