Calcolo TFR

Accantonamento annuo e rivalutazione del trattamento di fine rapporto

Strumento gratuito · Lavoro e paghe

Il TFR che matura, anno dopo anno

Il trattamento di fine rapporto si accumula con una regola semplice: ogni anno una quota pari alla retribuzione divisa per 13,5, che poi si rivaluta. Questo calcolatore proietta l'accantonamento su più anni, applicando la rivalutazione di legge e mostrando le imposte sulle rivalutazioni.

  • Quota annua corretta: retribuzione ÷ 13,5 meno lo 0,50% al fondo pensioni.
  • Rivalutazione di legge: 1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT.
  • Proiezione pluriennale con aumento retributivo medio annuo.
  • Imposta sostitutiva del 17% sulle rivalutazioni evidenziata a parte.
Calcolatore TFR Quota annua, rivalutazione e proiezione del maturato

La retribuzione lorda annua che concorre al TFR, mensilità aggiuntive comprese.

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La rivalutazione è 1,5% + 75% di questo valore.

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Risultato

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Il meccanismo

Come si forma il TFR

Il TFR è una retribuzione differita: matura durante il rapporto di lavoro e viene liquidata alla cessazione. La regola di calcolo è fissata dall'articolo 2120 del codice civile: ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5, cioè circa il 7,41%.

Da questa quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione, che il datore versa al fondo pensioni INPS come contributo aggiuntivo. Il netto che si accantona è quindi attorno al 6,91% della retribuzione annua.

Il fondo accumulato negli anni precedenti si rivaluta al 31 dicembre di ogni anno con un tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. La quota maturata nell'anno in corso non partecipa alla rivalutazione dello stesso anno.

Le due formule

Quota = retribuzione ÷ 13,5 − 0,50%
Rivalutazione = 1,5% + 75% ISTAT

Con un'inflazione al 2% il tasso di rivalutazione è del 3%: l'1,5% fisso più l'1,5% derivante dal 75% del 2%.

Chi custodisce il TFRNelle aziende con meno di 50 dipendenti resta in azienda; in quelle più grandi viene versato al Fondo di Tesoreria INPS. Se il lavoratore lo destina alla previdenza complementare, confluisce invece nel fondo pensione scelto.

Quanto resta netto

La tassazione

Il capitale
Tassazione separata
  • Non concorre al reddito complessivo dell'anno di erogazione.
  • Si applica l'aliquota media dei cinque anni precedenti alla cessazione.
  • L'Agenzia delle Entrate riliquida l'imposta e può richiedere un conguaglio.
  • Prevista una detrazione per i TFR di importo contenuto.
Le rivalutazioni
Imposta sostitutiva
  • Tassate con imposta sostitutiva del 17%.
  • L'imposta si applica anno per anno, non alla liquidazione.
  • Viene versata dal datore di lavoro con acconto a dicembre e saldo a febbraio.
  • Riduce progressivamente il fondo accantonato.

TFR in fondo pensioneChi destina il TFR alla previdenza complementare accede a una tassazione più favorevole: l'aliquota parte dal 15% e si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%. In cambio si rinuncia alla rivalutazione garantita di legge, sostituita dal rendimento della linea di investimento scelta.

Quando si può chiedere

Anticipazione e liquidazione

Almeno 8 anni di servizio

L'anticipazione si può chiedere una sola volta nel corso del rapporto, dopo otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.

Fino al 70% del maturato

Per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali o per la formazione.

Limiti aziendali

Le richieste sono soddisfatte entro il 10% degli aventi diritto e il 4% del totale dei dipendenti, salvo condizioni migliorative del contratto collettivo.

Alla cessazione del rapporto il TFR va liquidato nei termini previsti dal contratto collettivo applicato, di norma entro il mese o i mesi successivi alla data di cessazione. In caso di insolvenza del datore di lavoro interviene il Fondo di garanzia INPS, che si sostituisce all'azienda nel pagamento.

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Domande frequenti

FAQ

Come si calcola la quota annua di TFR?
Si divide la retribuzione utile dell'anno per 13,5, ottenendo circa il 7,41%. Da questo importo si sottrae lo 0,50% della retribuzione, destinato al fondo pensioni INPS: la quota che resta è quella effettivamente accantonata per il lavoratore, pari a circa il 6,91%.
Come funziona la rivalutazione?
Il fondo accumulato al 31 dicembre dell'anno precedente si rivaluta ogni anno di un tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. La quota maturata nell'anno in corso non si rivaluta.
Quale retribuzione entra nel calcolo?
Tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, comprese le mensilità aggiuntive e l'equivalente delle prestazioni in natura. Il contratto collettivo può prevedere esclusioni: verifica sempre il CCNL applicato.
Come viene tassato il TFR?
Il capitale accantonato è soggetto a tassazione separata, con un'aliquota media legata ai redditi degli ultimi cinque anni. Le sole rivalutazioni annuali sono invece tassate con un'imposta sostitutiva del 17%, applicata anno per anno.
Posso chiedere un anticipo?
Sì, dopo almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, una sola volta, fino al 70% di quanto maturato, e per motivi specifici: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali o per formazione. Il contratto collettivo può prevedere condizioni più favorevoli.
Che differenza c'è tra TFR in azienda e in fondo pensione?
Il TFR lasciato in azienda si rivaluta con la regola dell'1,5% più il 75% dell'inflazione ed è soggetto a tassazione separata. Conferito a un fondo pensione, segue invece il rendimento della linea di investimento scelta e beneficia di una tassazione più favorevole, che può scendere fino al 9%.
Nelle aziende grandi dove finisce il TFR?
Nelle imprese con almeno 50 dipendenti il TFR non destinato alla previdenza complementare viene versato mensilmente al Fondo di Tesoreria INPS. Il diritto del lavoratore resta identico: cambia solo chi materialmente custodisce le somme.
La stima corrisponde all'importo che riceverò?
È una proiezione: dipende dalla retribuzione futura, dagli aumenti contrattuali e dall'inflazione effettiva, tutte variabili non prevedibili. Serve a dare un ordine di grandezza, non un importo esatto.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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