Marca da bollo in fattura

Quando serve il bollo da 2,00 euro e quanto si versa

Strumento gratuito · IVA e fatturazione

Marca da bollo in fattura: quando si applica

L'imposta di bollo da 2,00 euro va applicata sulle fatture che non contengono IVA quando l'importo supera 77,47 euro. Con questo strumento verifichi in un secondo se il bollo è dovuto e calcoli quanto devi versare a fine trimestre.

  • Verifica immediata sulla singola fattura, con la soglia dei 77,47 euro già impostata.
  • Tutti i casi: esente, fuori campo, non imponibile, esclusa e regime forfettario.
  • Riepilogo dell'anno con le scadenze trimestrali 2026 e la regola di differimento sotto i 5.000 euro.
  • Addebito al cliente calcolato sul totale della fattura.
Calcolatore marca da bollo Verifica sulla singola fattura e riepilogo dei versamenti

Somma delle voci esenti, escluse, fuori campo o non imponibili presenti nella fattura.

Risultato

Indica l'importo della fattura e il tipo di operazione.

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La regola

Quando il bollo è dovuto

Il principio è quello di alternatività tra IVA e imposta di bollo: dove c'è l'IVA non c'è il bollo, e viceversa. L'imposta di bollo da 2,00 euro si applica quindi alle fatture che espongono operazioni non assoggettate a IVA, quando la somma di questi importi supera 77,47 euro.

La soglia non è casuale: corrisponde alle vecchie 150.000 lire indicate dall'articolo 13 della tariffa allegata al DPR 642/1972, mai aggiornate dopo il passaggio all'euro. Il conteggio si fa per singolo documento e considera soltanto le voci senza IVA: in una fattura mista, con una parte imponibile e una parte esente, si guarda solo alla somma delle voci esenti.

L'obbligo è sempre di chi emette la fattura. Il costo può essere ribaltato sul cliente esponendolo in una riga del documento, ma la responsabilità del versamento non si trasferisce.

In sintesi

Operazioni senza IVA > 77,47 € → bollo 2,00 €

Su una fattura da 500 euro esente IVA il bollo è dovuto. Su una fattura da 70 euro esente no. Su una fattura da 500 euro con IVA al 22% non è dovuto, perché l'operazione è già soggetta a imposta.

AttenzioneIl bollo va applicato per ogni documento, non per cliente e non per periodo. Dieci fatture esenti sopra soglia nello stesso trimestre significano dieci bolli, cioè 20,00 euro di imposta.

Casistica

I casi più frequenti

Tipo di operazioneCodice naturaBollo sopra 77,47 €
Esente IVA art. 10 (prestazioni sanitarie, finanziarie, assicurative)N4
Regime forfettario o di vantaggioN2.2
Escluse art. 15 (anticipazioni in nome e per conto)N1
Non soggette per carenza del presupposto territorialeN2.1
Non imponibili con dichiarazione d'intentoN3.5
Altre operazioni non imponibili (art. 8-bis, 9)N3.6
Cessioni all'esportazione art. 8 lett. a) e b)N3.1No
Cessioni intracomunitarieN3.2No
Reverse charge internoN6No
Operazione soggetta a IVANo

NotaLe esportazioni, le cessioni intracomunitarie e le operazioni in reverse charge non scontano il bollo perché sono comunque operazioni che rientrano nel campo di applicazione dell'IVA, ancorché non imponibili o con imposta assolta dal cessionario.

Versamento

Come si versa l'imposta

Si valorizza il file XML

Nella fattura elettronica si compila il blocco DatiBollo con l'indicazione «SI» e l'importo di 2,00 euro. Il contrassegno fisico non si usa più.

L'Agenzia calcola il dovuto

Nel portale Fatture e Corrispettivi si trova il prospetto trimestrale, con l'elenco A delle fatture con bollo e l'elenco B di quelle che secondo l'Agenzia lo avrebbero richiesto.

Si versa con F24 o addebito

Entro la scadenza del trimestre, con modello F24 (codici tributo da 2521 a 2524) oppure con addebito diretto sul conto corrente indicato nel portale.

TrimestrePeriodoScadenza 2026Codice tributo F24
1° trimestregennaio – marzo1° giugno 20262521
2° trimestreaprile – giugno30 settembre 20262522
3° trimestreluglio – settembre30 novembre 20262523
4° trimestreottobre – dicembre1° marzo 20272524

DifferimentoSe l'imposta dovuta per il primo trimestre non supera 5.000 euro, il versamento può essere effettuato entro il 30 settembre insieme a quello del secondo trimestre. Se anche la somma dei primi due trimestri resta entro 5.000 euro, tutto può essere versato entro il 30 novembre. Il limite, prima fissato a 250 euro, è stato elevato a 5.000 euro dal 1° gennaio 2023.

Chi paga davvero

Addebito al cliente e riflessi sul reddito

Bollo addebitato in fattura
La soluzione più diffusa
  • Si aggiunge una riga con la dicitura «Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014».
  • Il cliente paga 2,00 euro in più.
  • L'importo concorre al compenso o al ricavo e va tassato.
  • Per i forfettari entra nel volume d'affari e nel reddito imponibile.
Bollo a proprio carico
Nessun addebito al cliente
  • Il totale della fattura resta invariato.
  • I 2,00 euro restano un costo di chi emette il documento.
  • Nessun effetto sul reddito imponibile in aumento.
  • Scelta frequente quando il cliente è un privato.

Chiarimento dell'AgenziaIl riaddebito dell'imposta di bollo costituisce sempre compenso o ricavo per chi emette la fattura e concorre alla determinazione del reddito. Non si tratta di un'anticipazione esclusa ai sensi dell'articolo 15 del DPR 633/1972, perché il bollo è assolto in nome proprio e non in nome e per conto del cliente. Per i contribuenti in regime forfettario ciò significa che i 2,00 euro entrano nei ricavi e vengono tassati con il coefficiente di redditività della propria attività.

Sanzioni e rimedi

Se il bollo non viene versato

L'omesso o tardivo versamento dell'imposta di bollo comporta una sanzione amministrativa. Quando è l'Agenzia delle Entrate a rilevare la mancanza tramite il prospetto trimestrale, invia una comunicazione con l'imposta dovuta, gli interessi e la sanzione ridotta: pagando entro 30 giorni dal ricevimento si chiude la posizione senza ulteriori conseguenze.

Se ci si accorge dell'errore prima della comunicazione si può ricorrere al ravvedimento operoso, versando imposta, interessi legali e sanzione ridotta in misura tanto più contenuta quanto prima si regolarizza. In entrambi i casi il versamento avviene con modello F24 utilizzando i codici tributo dedicati a sanzioni e interessi.

Il consiglio pratico è controllare ogni trimestre l'elenco B nel portale Fatture e Corrispettivi: contiene le fatture che secondo l'Agenzia avrebbero dovuto riportare il bollo. Se l'indicazione è corretta si integra il versamento, altrimenti si modifica l'elenco motivando l'esclusione.

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Domande frequenti

FAQ

Quando va messa la marca da bollo in fattura?
Quando la fattura contiene operazioni non soggette a IVA — esenti, escluse, fuori campo o non imponibili — e la somma di questi importi supera 77,47 euro. In quel caso si applica l'imposta di bollo di 2,00 euro.
Perché proprio 77,47 euro?
È la conversione in euro delle vecchie 150.000 lire indicate dall'articolo 13 della tariffa allegata al DPR 642/1972. La soglia è rimasta invariata dopo il passaggio all'euro.
Il bollo si applica anche se la fattura ha l'IVA?
No. Se l'operazione è soggetta a IVA il bollo non è dovuto, perché vale il principio di alternatività tra IVA e imposta di bollo. Nelle fatture miste conta solo la somma delle voci senza IVA: se supera 77,47 euro il bollo si applica.
Chi deve pagare l'imposta di bollo?
L'obbligo è di chi emette la fattura. Il costo può essere addebitato al cliente esponendolo in fattura, ma la responsabilità del versamento resta di chi emette il documento.
Il bollo addebitato al cliente diventa reddito?
Sì. Secondo l'Agenzia delle Entrate il riaddebito dell'imposta di bollo costituisce sempre compenso o ricavo e concorre alla formazione del reddito, anche per i contribuenti in regime forfettario. Non si tratta di una anticipazione esclusa ai sensi dell'articolo 15 del DPR 633/1972.
Come si paga il bollo sulle fatture elettroniche?
Non si applica più il contrassegno fisico: l'imposta si versa in modo cumulativo con modello F24 (o con addebito sul conto tramite il servizio dell'Agenzia) entro le scadenze trimestrali. Nel file XML va valorizzato il blocco DatiBollo con l'importo di 2,00 euro.
Quali sono le scadenze del versamento?
Per il 2026: primo trimestre entro il 1° giugno 2026, secondo trimestre entro il 30 settembre 2026, terzo trimestre entro il 30 novembre 2026, quarto trimestre entro il 1° marzo 2027.
Posso rinviare il versamento se l'importo è basso?
Sì. Se l'imposta del primo trimestre non supera 5.000 euro si può versare entro il 30 settembre insieme a quella del secondo trimestre; se la somma dei primi due trimestri non supera 5.000 euro si può versare tutto entro il 30 novembre.
I forfettari devono applicare il bollo?
Sì. Le fatture del regime forfettario non espongono IVA, quindi rientrano tra le operazioni per cui il bollo è dovuto quando l'importo supera 77,47 euro.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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